Social Network e identità personale

Una giovane donna, sposata con figli, viene a conoscenza che ignoti si sono iscritti ad un social network di incontri personali (“dating”) utilizzando una sua fotografia come immagine del profilo. Un “furto d’identità“, dunque, per usare un’espressione in voga.

Apprende anche, con grande imbarazzo, che diverse persone del quartiere sono a conoscenza del fatto. La titolare apparente del profilo dà, peraltro, anche la disponibilità ad incontri di carattere sessuale.

A seguito di approfondite indagini informatiche, viene individuata una donna la quale ammette l’addebito e, conseguente, viene indagata per diffamazione, sostituzione di persona e trattamento illecito di dati personali.

Il procedimento si conclude con il risarcimento della persona offesa, patrocinata dallo studio, e la richiesta di applicazione pena (patteggiamento) da parte dell’imputata.

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