Archivi autore: Daniele Minotti

Master “Diritto d’Impresa”, Fondazione Bruno Visentini – LUISS

Una giornata di lezione al master post lauream organizzato dalla Fondazione Bruno Visentini,
Master “Diritto d’Impresa”, modulo “Imprese e nuove tecnologie”.
Diritto d’autore, diritto industriale, diritto commerciale, privacy, commercio elettronico e diritto dei consumatori applicati ai siti Web.

La nuova collana di ebook giuridici di Penale.it a cura di Daniele Minotti

Ormai altamente diffusa in altre categorie editoriali, è il momento che la digitalizzazione abbracci anche il diritto, liberando le informazioni dai limiti fisici della carta e delle librerie, e offrendo contenuti selezionati e di alta qualità su supporti che consentano agli operatori del settore di averli sempre aggiornati e a portata di mano, consultabili in maniera semplice e immediata. Testi che vadano ben oltre il breve articolo di stretta attualità del diritto, tipico della rete, verso approfondimenti di fonti autorevoli e riferimenti verificati.

Questa l’idea da cui deriva Penale.it, la collana di libri elettronici dedicati al diritto penale, sostanziale e processuale che nasce non a caso all’interno del marchio digital oriented di Antonio Tombolini editore.

Da non confondere con gli articoli dell’omonimo portale da cui la collana prende le mosse, proporremo dei libri veri e propri con approfondimenti curati da professionisti del settore e continui riferimenti di dottrina e giurisprudenza; il tutto unitamente al valore aggiunto dell’interattività che solo il supporto digitale consente.

Gli ebook di Penale.it si propongono di essere utili strumenti al lavoro dei giuristi e materiali di approfondimento per l’alta formazione del settore.

Il tutto in uno spazio tanto piccolo che non si può immaginare, l’ereader, sempre a portata di mano, anche in tribunale.

Guida al diritto > Per la Cassazione l’oggetto della tutela concreta coincide con il luogo dove sono conservati i dati

A firma Daniele Minotti, su Guida al diritto n. 44 del 26 ottobre 2013, un articolo sulla competenza per territorio in tema di accesso abusivo a sistema informatico o telematico. (nota a Corte di cassazione – Sezione I penale Sentenza 27 maggio-27 settembre 2013 n. 4030)

Blogger e responsabilità per commenti di terzi

Sulle pagine di un noto blog, venivano pubblicati commenti offensivi delle reputazione di una terza persona. Quest’ultima sporgeva querela, pertanto si avviavano indagini per diffamazione a mezzo stampa.

Identificato il blogger, questi era indagato come responsabile degli scritti dei commentatori.

La difesa del blogger, sostenuta anche dall’avv. Daniele Minotti, procedeva ad indagini difensive, anche con l’ausilio di un consulente informatico, al fine di escludere la responsabilità del blogger ed individuare gli autori dei commenti ritenuti offensivi.

Il giudice, agli esiti del giudizio celebrato con le forme del rito abbreviato, escludeva l’aggravante della stampa e assolveva il blogger con la formula “perché non ha commesso il fatto”.

Social Network e identità personale

Una giovane donna, sposata con figli, viene a conoscenza che ignoti si sono iscritti ad un social network di incontri personali (“dating”) utilizzando una sua fotografia come immagine del profilo. Un “furto d’identità”, dunque, per usare un’espressione in voga.

Apprende anche, con grande imbarazzo, che diverse persone del quartiere sono a conoscenza del fatto. La titolare apparente del profilo dà, peraltro, anche la disponibilità ad incontri di carattere sessuale.

A seguito di approfondite indagini informatiche, viene individuata una donna la quale ammette l’addebito e, conseguente, viene indagata per diffamazione, sostituzione di persona e trattamento illecito di dati personali.

Il procedimento si conclude con il risarcimento della persona offesa, patrocinata dallo studio, e la richiesta di applicazione pena (patteggiamento) da parte dell’imputata.

Sulla responsabilità del gestore di un forum telematico

Un professore di un istituto superiore viene informato che, su un forum telematico, qualcuno ha pubblicato un fotomontaggio che lo riguarda.

Ritenendo la cosa offensiva, decide, così, di sporgere querela contro ignoti per il reato di diffamazione.

Gli investigatori si rivolgono al gestore del forum imponendogli di fornire ogni informazione in suo possesso per l’individuazione dei responsabili dell’inserimento.

Si giunge, pertanto, a due giovani studenti, da poco maggiorenni, che, al termine delle indagini, ricevono un decreto penale di condanna relativamente al ritenuto reato di diffamazione. I due non fanno opposizione, dunque il procedimento penale si chiude con una condanna ad una pena pecuniaria.

Il professore, vistosi così processualmente impossibilitato a costituirsi parte civile per il risarcimento del danno, decide di imbastire una causa civile citando non soltanto i due studenti, ma, contrariamente all’opinione della Procura, anche il gestore del forum. Questi si rivolge, per la difesa, all’avvocato Daniele Minotti.

I motivi posti alla base della invocata condanna del gestore sono indicati nella pretesa equiparabilità del “service provider” alla figura dell’editore di cui alla legge sulla stampa. Con le conseguenze, appunto, in tema di responsabilità.

Il giudice, pur condannando i due giovani, per decidere le sorti del gestore segue la testi difensiva.

Come per qualunque altro “service provider”, al convenuto devono applicarsi le regole di cui al d.lgs. 70/2003 che escludono doveri di controllo e sorveglianza. Donde il rigetto della domanda di risarcimento.